giugno 04, 2003

Sera, le 10,30 più o meno... in strada dei lavori, delle transenne per incanalare il traffico. Dalla finestra uno sferragliare violento, un motorino con due ragazze sopra è andato a sbatterci contro, le due sono cadute malamente. Si raccoglie un capannello.
Vedo le ragazze in terra, dieci secondi e sono sempre lì, allungo una mano sul telefonino sul tavolo, e chiamo il 118. Nonostante il capannello, ero il primo (non che si vinca un premio).
"Pronto ? senta, ci sarebbe bisogno di un'ambulanza, qui in Via X all'incrocio con Viale Y, c'è una ragazza caduta con il motorino, è in terra..."
"bene gliela mando subito, mi raccomando, non toglietele il casco"
"vede, sono alla finestra, non posso fare molto"
passano sette, otto minuti; la ragazza grida per il dolore, o per la paura, o probabilmente per tutte e due le cose. C'è un marciapiede di cemento piuttosto alto, separato dalla strada da delle transenne, fisse, in metallo... si devono chiamare 'salvapedoni' o qualcosa del genere. Andarci a sbattere contro fa male, e lei è proprio finita lì. Ahia.
Laura sbianca, si copre di sudore e si sdraia sul letto, dalla strada continuano ad arrivare grida, strozzate. Nella sfiga complessiva, è almeno un segno che è cosciente.
In tutto questo, quattro cinque persone cercano di assisterla, MENTRE UN'ALTRA DOZZINA DI PASSANTI, DAL MARCIAPIEDE, APPOGGIATA AL "SALVAPEDONI" COME ALLA RINGHIERA DI UN BALCONE, STA A GUARDARE LA SCENA.
Mancava la famigliola col gelato in mano e poi la scenetta era completa.
Ora, non è per fare l'anima bella, ma checcazzo.
Arriva l'ambulanza, si dirada il capannello. Occazzo, le ragazze sono due. Stanno lì una mezz'ora abbondante e poi le portano via. Auguri.
E poco alla volta, il pubblico si disperde.
Sta cominciando l'estate.