giugno 20, 2003


Esistono i grandi che sono grandi dalla nascita, e a volte ti sembra che ti osservino e ti giudichino severamente dal loro piedistallo. Certe volte riesci a scalare il piedistallo e sopra ci trovi solo un omiciattolo pavido con un megafono molto molto potente, come il mago di Oz.

Poi ci sono quelli che il piedistallo non lo hanno mai voluto, o magari ne hanno anche sentito il richiamo, l'hanno provato e hanno deciso che non faceva per loro. Su un piedistallo non ti puoi muovere più di tanto.
Lui è uno di questi, uno che si è fatto largo nella vita.
E racconta storie, prima a un gruppo di privilegiati, e adesso a tutti.

Ci ha raccontato prima Timor, poi Genova, come Leonardo, e poi Cuba, come Pocobene, e la Colombia, come (forse) nessun altro. Ogni tanto lo incontro, su qualche giornale o in tv, e quando mi capita di riconoscerlo, mi viene spontaneo chiamarlo per nome, come una persona che conosco da tempo.

Internet è diventata ancora un po'più piccola, adesso che lo trovo anche qui.