novembre 25, 2005
novembre 24, 2005
novembre 04, 2005
ottobre 01, 2005
agosto 02, 2005
I fischi ?
Povero Tremonti, i fischi.
Gatti morti, altroché.
Me lo ricordo il giorno della bomba alla stazione.
E mia madre che piangeva.
E mio padre che tremava.
Porci.
C'ero ieri a Bologna, a un funerale, tanto per cambiare. Ma neanche un funerale, che qua si usa più stare coi vivi. Una visita, risolta in un - tutto sommato - allegro pranzo al ristorante. E passeggiar prima per il centro, con quel po'd'aria fresca, e le case rosse, e mo vè va a finire che ci incontriamo sempre.
Gatti morti, altroché.
Me lo ricordo il giorno della bomba alla stazione.
E mia madre che piangeva.
E mio padre che tremava.
Porci.
C'ero ieri a Bologna, a un funerale, tanto per cambiare. Ma neanche un funerale, che qua si usa più stare coi vivi. Una visita, risolta in un - tutto sommato - allegro pranzo al ristorante. E passeggiar prima per il centro, con quel po'd'aria fresca, e le case rosse, e mo vè va a finire che ci incontriamo sempre.
luglio 29, 2005
Buon viaggio...
6/1/1941, 29/7/2005.
Un mese e un giorno dopo tua sorella, con precisione felsinea.
Che se poi, esistesse davvero un poi, stanno preparando un'ala insonorizzata, che le due sorelle insieme erano una macchina da chiacchiera mica male, vé.
Noi ? Tutti più o meno le stesse cose, come sempre, con qualche rimpianto in più.
Come sempre.
Un mese e un giorno dopo tua sorella, con precisione felsinea.
Che se poi, esistesse davvero un poi, stanno preparando un'ala insonorizzata, che le due sorelle insieme erano una macchina da chiacchiera mica male, vé.
Noi ? Tutti più o meno le stesse cose, come sempre, con qualche rimpianto in più.
Come sempre.
luglio 09, 2005
aprile 14, 2005
marzo 10, 2005
marzo 09, 2005
Will you marry me ?
Sai che se cerchiamo il tuo nome e il mio cognome, sei ben posizionata su Google ?
Alle lacrime
Impressioni di Settembre, la Epitaph italiana. Non credevo, ma la versione che ne ha fatto quel signore che ha vinto Sanremo è veramente da brividi.
marzo 08, 2005
sto partorendo un mostro
Quello che dovevano essere due paginette di spiegazione sta diventando un saggio di semiotica.
"Il tratto interessante dell'interpretazione simbolica legata al concetto di unione - il simbolo riflette il radunarsi di più individualità al di sotto di un ambito comune - emerge nella considerazione..."
Se rinasco faccio l'idraulico, cazzo.
"Il tratto interessante dell'interpretazione simbolica legata al concetto di unione - il simbolo riflette il radunarsi di più individualità al di sotto di un ambito comune - emerge nella considerazione..."
Se rinasco faccio l'idraulico, cazzo.
marzo 05, 2005
marzo 02, 2005
febbraio 26, 2005
"There's more to this hobbit than meets the eye".
E' bello ritrovare qualcuno che non vedevi da anni e scoprire che ha trovato la sua vera dimensione.
febbraio 25, 2005
Balkan Express
Kusturica, Cevapcici, Cocek
Srpska Republika, Jadransko More, Mostar
Bregovic, Sarajevo, Beograd
Vojvodina, Mesecina, Jagoda
Karaljic, Mesic, Mihailovic
Veljko Pivo, Dragan, Zlato, Goran
Slivovica, Rakjia, Palinka, Sgnappa.
Zwetschen, Marillen, Mirabellen, Paradisien
E un campo di girasoli, per due. Grazie.
Le case di Bologna
Sono rosse, di mattoni o di vernice, ma non rosse come possono esserlo le Cinquecento Rosse, o le Ferrari Rosse. Sono rosse come le foglie d'autunno, o le mele, e non ce ne sono due dello stesso rosso.
Oggi, dopo aver perso un po'di tempo qui, siamo andati a vederne un po', che ci mancavano da un pezzo.
(Che non è vero, a Bologna ci siamo venuti solo 10 giorni fa, ma non proprio tutte le case sono rosse, ecco).
E insomma, di portico in portico, con la neve ai lati ancora "quasi del tutto anche se non proprio esattamente" bianca, il caso ci ha portati per quelle stradine che mi avevi raccontato tante volte, per quel vicolo dove giocavi tranquilla perché non c'erano macchine, al ventuno, dove sei nata tu, ed è buffo immaginare quel cortile, quel palazzo, che in fondo non possono essere cambiati poi molto.
Che insomma, bene o male, volevo dirtelo che, mo vé, ci continuiamo a ritrovare, ecco. (Sì, m'è andato il fumo della sigaretta negli occhi). Ma cosa te ne frega a te, dove sei ora.
Se sei.
Oggi, dopo aver perso un po'di tempo qui, siamo andati a vederne un po', che ci mancavano da un pezzo.
(Che non è vero, a Bologna ci siamo venuti solo 10 giorni fa, ma non proprio tutte le case sono rosse, ecco).
E insomma, di portico in portico, con la neve ai lati ancora "quasi del tutto anche se non proprio esattamente" bianca, il caso ci ha portati per quelle stradine che mi avevi raccontato tante volte, per quel vicolo dove giocavi tranquilla perché non c'erano macchine, al ventuno, dove sei nata tu, ed è buffo immaginare quel cortile, quel palazzo, che in fondo non possono essere cambiati poi molto.
Che insomma, bene o male, volevo dirtelo che, mo vé, ci continuiamo a ritrovare, ecco. (Sì, m'è andato il fumo della sigaretta negli occhi). Ma cosa te ne frega a te, dove sei ora.
Se sei.
febbraio 20, 2005
Cose belle
febbraio 08, 2005
metafini
Quando finisci un libro, soprattutto quando finisci un libro che ami o hai amato, puoi sfogliare le pagine lentamente quanto vuoi, ma la storia ha un suo punto e una sua fine compiuta. A volte chiude un cerchio, a volte ne apre altri, ma la parola fine arriva - comunque - come la giusta conclusione ("...alla fine Natascia sposa Pierre Bezuchov, ed è la fine.")
Quando chiude un blog, il sapore è diverso. C'è chi scrive lunghe lettere di addio a un pubblico che non ha mai visto (o immaginato), c'è chi lo lascia lì, c'è chi se ne va. Come tutti i grandi e piccoli amori, può morire per troppa passione, per calcolo o per noia. O perché si ha di meglio da fare, o magari niente del tutto.
Ma la sensazione è quella di qualcuno che a un certo punto, più o meno serenamente, più o meno in silenzio, più o meno con le sue ragioni, prende cappello e cappotto e infila una porta. O meglio ancora, che quella porta che per un motivo qualsiasi un giorno ti aveva aperto, adesso ha bisogno di essere richiusa, almeno per un po'.
Quando chiude un blog, il sapore è diverso. C'è chi scrive lunghe lettere di addio a un pubblico che non ha mai visto (o immaginato), c'è chi lo lascia lì, c'è chi se ne va. Come tutti i grandi e piccoli amori, può morire per troppa passione, per calcolo o per noia. O perché si ha di meglio da fare, o magari niente del tutto.
Ma la sensazione è quella di qualcuno che a un certo punto, più o meno serenamente, più o meno in silenzio, più o meno con le sue ragioni, prende cappello e cappotto e infila una porta. O meglio ancora, che quella porta che per un motivo qualsiasi un giorno ti aveva aperto, adesso ha bisogno di essere richiusa, almeno per un po'.
gennaio 29, 2005
(PI.P.P.E.)
PIccoleProesieProvvisoriamenteEspresse
Biglietti d'autobus
Di treno, tram, vaporetto, nave
Troppe sigarette fumate, e pacchetti vuoti
Nazionali ed estere
Petali di qualche fiore
Che ti piace mettere nei vasi
Scontrini, vari e diversi
Konditorei, Etterem, Cukraszda
Tapas, Osteria, Sorozò
Wir freuen uns auf Ihrem Besuch
(da queste parti si indulge, soprattutto in viaggio)
Mozziconi di corde di chitarra
Anche un po' di sesso
(le bustine, diamine)
Ma non mi ricordo di preciso quando.
Né con chi, se è per questo
Ma posso fare ragionevoli ipotesi.
Raffreddori passati, cartine di caramelle balsamiche
Al miele, gelatine di frutta
Pubblicità mai aperta
(nessuna bolletta dimenticata, fiùùù)
Foglie di provenienza incerta
E una piuma gialla capitata chissà come e da dove.
Dovrei decidermi a spazzare più spesso sotto ai mobili :-)
Di treno, tram, vaporetto, nave
Troppe sigarette fumate, e pacchetti vuoti
Nazionali ed estere
Petali di qualche fiore
Che ti piace mettere nei vasi
Scontrini, vari e diversi
Konditorei, Etterem, Cukraszda
Tapas, Osteria, Sorozò
Wir freuen uns auf Ihrem Besuch
(da queste parti si indulge, soprattutto in viaggio)
Mozziconi di corde di chitarra
Anche un po' di sesso
(le bustine, diamine)
Ma non mi ricordo di preciso quando.
Né con chi, se è per questo
Ma posso fare ragionevoli ipotesi.
Raffreddori passati, cartine di caramelle balsamiche
Al miele, gelatine di frutta
Pubblicità mai aperta
(nessuna bolletta dimenticata, fiùùù)
Foglie di provenienza incerta
E una piuma gialla capitata chissà come e da dove.
Dovrei decidermi a spazzare più spesso sotto ai mobili :-)
gennaio 27, 2005
Un giorno della memoria come tanti altri.
Tutti ad Auschwitz, per ricordare. Gli Ebrei, ma anche gli zingari, gli omosessuali, i comunisti, i dissidenti. Stelle gialle, triangoli rosa...
Per ricordare anche, ma non lo dice nessuno, che se non siamo ancora qui con la camicia bruna e il braccino alzato non lo dobbiamo solo al soldato Ryan, ma anche al soldato Piotr, e ai venti milioni di suoi compatrioti che ci hanno lasciato le penne. Il Russische Denkmal in Karlsplatz a Vienna illumina un filino la cosa. Che la storia la scrive chi ha vinto, di solito. Chi ha "solo" partcipato, meno.
Quaranta capi di stato raccolti dove ogni anno ci ricordiamo che il nostro peggior nemico, siamo noi.
Che la prima tentazione, mentre son dentro, sarebbe quella di chiudere il cancello un'altra volta.
Ma la lascio correre, e passo alla seconda.
Che sarebbe di fargli sfilare davanti i ventimila che sono morti di fame e di sete nella sola giornata per la memoria. Ogni anno, tutti gli anni, Auschwitz si ripete più grande.
E i duecentomila che sono rimasti sott'acqua a natale. Perché non ci sono abbastanza soldi per far funzionare una radio in ogni villaggio.
E le centinaia, migliaia che sono in fondo al mare tra Tunisi e Lampedusa. Ma ormai quelli non fanno più notizia.
E le decine di migliaia cui è stata democraticamente esportata un po' di democrazia, insieme alle migliaia di quelli che la democrazia dovevano esportargliela.
Vediamo di ricordarceli anche domani.
Per ricordare anche, ma non lo dice nessuno, che se non siamo ancora qui con la camicia bruna e il braccino alzato non lo dobbiamo solo al soldato Ryan, ma anche al soldato Piotr, e ai venti milioni di suoi compatrioti che ci hanno lasciato le penne. Il Russische Denkmal in Karlsplatz a Vienna illumina un filino la cosa. Che la storia la scrive chi ha vinto, di solito. Chi ha "solo" partcipato, meno.
Quaranta capi di stato raccolti dove ogni anno ci ricordiamo che il nostro peggior nemico, siamo noi.
Che la prima tentazione, mentre son dentro, sarebbe quella di chiudere il cancello un'altra volta.
Ma la lascio correre, e passo alla seconda.
Che sarebbe di fargli sfilare davanti i ventimila che sono morti di fame e di sete nella sola giornata per la memoria. Ogni anno, tutti gli anni, Auschwitz si ripete più grande.
E i duecentomila che sono rimasti sott'acqua a natale. Perché non ci sono abbastanza soldi per far funzionare una radio in ogni villaggio.
E le centinaia, migliaia che sono in fondo al mare tra Tunisi e Lampedusa. Ma ormai quelli non fanno più notizia.
E le decine di migliaia cui è stata democraticamente esportata un po' di democrazia, insieme alle migliaia di quelli che la democrazia dovevano esportargliela.
Vediamo di ricordarceli anche domani.
gennaio 25, 2005
Separati alla nascita / 2
Via dotcoma, si notano altre interessanti somiglianze.

Juliette Tymachenko e Yuliya Binoche. Chi dei due è il ministro ?
Juliette Tymachenko e Yuliya Binoche. Chi dei due è il ministro ?
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