Una delle cose che ho trovato in casa tornando dalle vacanze è stata una pila di ritagli di giornale con questo.
Avevo già letto questo, nella molto più comoda edizione di Feltrinelli, e me l'ero goduto parecchio, per cui mi sono subito addivanato e ho divorato i paginoni di Repubblica con questa nuova storia.
Per ora il nuovo eventuale libriccino è nella lista, insieme a Saltatempo di Benni e varie altre cose.
Praticamente tutta una serie di precisazioni, da Chatwin in giù, ma forse addirittura da Melville, su quella che potrebbe essere la famosa "retorica del turista/viaggiatore", di cui sarebbe meglio non parlare mai, soprattutto quando si progettano o raccontano i viaggi, ma che magari sarebbe da mettere in atto, posta la soddisfazione di alcuni requisiti fondamentali (tempo soldi ecc.)
A parte il fare amicizia con i Corsi che si vantano troppo di fare alcuni dispettucci alle sedi della Gendarmerie. Ehm.