La storia del Guccini famoso e del Guccini cattivo
Un'inquietante leggenda gira per la rete.
Si dice che esista, nascosto da qualche parte nella collina modenese, un altro Guccini.
Il fratello, per la precisione, che vivrebbe rinchiuso in un cascinale scrivendo canzoni che nessuno conosce, macerandosi da una vita nella bile di non essere riuscito - non diciamo a superare - ma nemmeno ad eguagliare il successo del Guccini - quello famoso.
E'che ha un problemino: il Guccini quell'altro ha idee politiche leggermente divergenti dall'ambito familiare, anzi è decisamente...
di destra, eh sì.
Bene. Lo scorno più grande per il Guccini "cattivo" (è proprio cattivo, ci hanno riferito, e per giunta astemio) è l'essersi fatto fregare dal fratello la canzone più amata, quella che avrebbe potuto portarlo finalmente alla ribalta.
E ancora peggio, sapere che la SUA canzone, quell'avvinazzato, la suona a tutti i concerti, le parole sconciate in un inno non più al liberismo, ma a certe mattane libertarie d'inizio secolo, vociata da folle di quei giovinastri buoni a nient'altro che a "contestare" dei quali, sappiamo, il Guccini famoso ama circondarsi.
Ma adesso, grazie ad una coppia di ricercatori della cui conoscenza mi onoro siamo in grado di portare davanti a codesto pubblico una rara registrazione - unica, direi - della vera canzone, trafugata anni or sono da un cascinale della collina modenese in circostanze ancora poco chiare. Non ci si faccia ingannare da alcuni strani accenti toscani qui e lì. Dalle parti di Pavana è così.
Signore e signori, La Testarossa, nota ai meno anche come La Locomotiva (di destra).
Si trova qui, ed è pure legale (ancorché compresso in .zip).