giugno 19, 2003

le giornate d'uno scrutatore
(che sarebbe poi di un segretario, ma vuoi mettere)
Un paese, piccolo. Accompagnato da un ruscello e diviso in due da un ponte che nemmeno si vede.
Di qua, l'ultimo quartiere di periferia, di là il primo paese della campagna.
Oh, Campagna Toscana Doc, mica cazzi.
Un po' più in qua, l'autostrada, un po' più un là, un viale di tigli. Oltre, il Chianti.

Un paese, come tanti, fatto più o meno da una strada sola, separato dalla città dalla famosa salita (detta colle dei moccoli, fattelo sotto al sole e capirai) dove Gino diventò Bartali. Intendiamoci: poco più in là ci sono anche i condomini e le villette, ma non sono essenziali per l'economia della storia.

Sulla strada, casine basse dall'intonaco incerto, ingrigito dal passaggio delle auto (sono casine strade e intonaci progettati per il carretto, quelli); il bar, la gelateria, la pizza a taglio e poi basta, perchè è domenica e magari possono anche essere tutte banche, ma chi se ne accorge.

E mentre cerchi un pacchetto di sigarette, che data l'affluenza c'è poco più da fare che fumare, o leggere il giornale se non che l'ho letto tutto tre volte, te le immagini con le insegne di trenta, quaranta, magari cinquant'anni fa, "olio e vino", "frutta e verdura". Cose banali, mica "E allora mango", stronzetti.

Ah, e ovviamente il Circolo, leggasi Casa del Popolo, prossimamente Nedo e l'orchestra La Nuova Guardia. Prossimamente, poi: chissà di quando è quel manifesto. Un tantino in disarmo.

E le stesse persone che vengono o già sono venute a votare, la Sita che riporta gli anziani dal mare o da dove e arrivano in mucchio, tutti in cima al colle, nella scuola, a votare, sorridenti e arrostiti. E mentre aspettano diligenti o consegnano le schede si salutano tutti: le donne per nome, gli uomini per cognome, e magari chiedono come sta andando (e noi allarghiamo le braccia: sa signora, siamo al quindici) che il mi nipote ha ventun'anno e fa l'operaio.

La scuola tra gli alberi, in cima a un'erta che a momenti ci lascio la frizione (o a una scalinata maestosa da 170 scalini, scegliere: ascensore nix), nel posto dove, normalmente, si mette la chiesa, o il castello, con vista su tutta la valle, sulle casine, sui condomini, sul nastrino silenzioso e fermo dell'autostrada (tutti in coda sotto al sole per andare al mare); oltre le colline di San Donato, dell'Impruneta, il Chianti. Il temporale che arriva, ci gira intorno e poi ci prende in pieno, dopo un mese di secco.

La scuola con le foto dei bambini e i poster con le foto e i disegni e i pensierini dell'ultima gita.
quando ho visto gli orsi ho avuto un pochino di paura ma non l'ho fatto vedere

E io, che in mancanza di meglio, mi ciuccio il mio ghiacciolino di appartenenza.