dicembre 24, 2002

Regali di Natale

Quando andavo al liceo, frequentavo un gruppo di compagni di classe "tradizionalisti", nel senso buono della parola: eravamo quello che si dice un gruppo affiatato, cinque o sei tra ragazzi e ragazze più un certo numero di variabili indipendenti.


C'erano, come in tutte le congreghe di questo tipo ed età, i belli, i simpatici, i compagnoni e le spalle-su-cui-piangere. Io centravo, con alti e bassi nella soddisfazione che ne derivava, 3 su 4 di questi profili.

hint: un giorno la carina della scuola mi disse "ti ho visto con una ragazza" "sì, perché ?" "no, niente, mi chiedevo chi ti si pigliava".


In questo modo per qualche anno siamo riusciti a sfangarci le prime vacanze via-da-casa con poca spesa, passando periodi più o meno lunghi in campagna da questo o al mare da quell'altro, illudendo forse le varie famiglie che, essendo in una casa 'di famiglia' ci sarebbe stato un certo controllo (tsé...) in più, dovuto si suppone all'influsso dell'ambiente dato che di genitori non se ne vedeva l'ombra.


Un'altra delle nostre tradizioni era il Natale. La vigilia ci si trovava a casa di L. (ora amm. del. di az. servizi, ho recién scoperto - non ci vediamo da... dieci anni ?), ci si regalavano dischi (veri, quelli neri), cosine graziose e libri. Molti di quei regali li ho tutt'ora. Una kefiah, un saggio di Fromm (azz, eravamo impegnati), dei dischi. Una spilla dorata raffigurante una chitarra elettrica. La stessa chitarra (Fender, Telecaster, qui di fianco a me con un cantino eroicamente caduto in un tentativo di New Standard Tuning) che, il caso, mi ero regalato la mattina stessa, 24 dicembre 1989, dopo mesi o - forse - anni di economie.


L'ultimo regalo di quel periodo mi guarda da uno scaffale. Un enorme cane di peluche rosa. Qualcosa era sparito per non tornare più.


Da allora, fare regali, non è più stato facile. Ma adesso ho una personal C2C.


Preparatevi al Natale 2003.